Prestazione o funzione? Dove si gioca (con l'IA) il vantaggio competitivo oggi per la tua impresa

Oltre l'AI-washing: riprogettare ruoli e catene del valore per evitare la trappola dei micro-task.

Le imprese che ottengono risultati significativi attraverso l’IA, sono quelle dotate di una cultura decisionale esplicita, intrinsecamente solida e coesa, non quelle che effettuano i maggiori investimenti in software e modelli. È il WEF che lo evidenzia nella recente analisi: "La performance dell’IA dipende da come pensiamo, parliamo e la guidiamo". La tecnologia, in questo contesto, ha un ruolo essenzialmente da acceleratore e amplificatore. Più volte sono tornato su questo punto: l’informatica è un estensione del nostro cervello, qualora all'interno di un'organizzazione prevalga la disorganizzazione manifestata da una comunicazione ambigua, responsabilità poco definite e obiettivi disallineati, l'IA avrà il solo effetto di far emergere tale confusione. Al contrario, in presenza di una strategia chiara e di una visione ben delineata, l'IA è destinata a moltiplicare esponenzialmente il vantaggio competitivo.

Tomoko Yokoi e Michael Wade, arrivano a una conclusione guardacaso complementare: i sistemi generativi funzionano davvero quando sono inseriti all’interno di un’architettura di knowledge management esplicita. Non basta “interrogare il modello”. Occorre dedicare risorse a progettare flussi, ruoli, cicli di validazione, ownership dei contenuti.

Hai capito perché la GenAI rende più urgente la gestione della conoscenza all’interno delle nostre imprese?

Questa lettura trova un’ulteriore conferma nelle recenti riflessioni di Daron Acemoglu. L’IA, almeno finora, non sta generando quel salto di produttività che molti avevano promesso. L’impatto macroeconomico stimato è modesto e il motivo è strutturale. Gran parte delle applicazioni attuali automatizza compiti marginali o ridisegna attività già esistenti senza intervenire sull’architettura complessiva del lavoro. Si ottiene solo efficienza locale. In poche parole: resta intatto il sistema.

La produttività complessiva non aumenta?

In alcuni casi addirittura quello che aumenta è la pressione interna: più revisioni, più versioni, più richieste di personalizzazione. Tutto dipende da come viene riallocato il lavoro umano. Per questo insistiamo su un elemento essenziale: la tecnologia produce crescita quando viene orientata a creare nuove attività ad alto valore, non solo a comprimere costi. Se l’IA viene usata per sostituire micro-task, l’impatto resta limitato. Diverso è se fosse (anche) viene integrata in una strategia che riprogetta ruoli, incentivi e catene del valore, allora può generare vantaggio sistemico.

La linea che abbiamo di fronte è di speciazione e sarà tra chi innesta l’IA su un modello organizzativo invariato e chi ha il coraggio di adattarlo e renderlo antifragile grazie ai tanti strumenti e sistemi di gestione a disposizione.

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