Quanto vale la nostra esperienza quando comincia a impedirci di imparare?
Ultimamente me lo sto chiedendo molto spesso e per l’ennesima volta l’ho fatto mentre ascoltavo questa intervista veramente stuzzicante di Jeremy Utley e Henrik Werdelin a Wade Foster, cofondatore di Zapier. Devo dire che sono stati diversi i passaggi che mi hanno colpito. In particolare, segnalo quello su quanto leghiamo la nostra identità professionale al lavoro che sappiamo fare.
Pensaci: diventi bravo in qualcosa, le persone cominciano a cercarti, ti affidano responsabilità. Essere “quello che sa come si fa” diventa una parte del tuo valore. Anche economico.
Quel sapere determina quanto vieni ascoltato? Quali decisioni puoi prendere? Il posto che occupi in azienda?
Poi arriva una tecnologia che rende accessibile una parte di quel sapere e ti ritrovi a dover rivedere il tuo metodo. Magari chiedendo aiuto alla persona che fino a ieri formavi tu…
Possiamo affezionarci a una procedura anche perché ci permette di proteggere il ruolo che occupiamo?
Cambiarla significa esporsi? fare tentativi anche goffi? accettare che un collega trovi una soluzione prima di noi?
Facile scrivere “apprendimento continuo” in una presentazione 😅 Prova a praticarlo mentre hai una reputazione da mantenere, anche all’interno dell’azienda…
Capito dove voglio arrivare?
Foster racconta di suo nonno che, a 95 anni, voleva capire come funzionasse Internet. È importante il dettaglio... Aveva ancora voglia di mettere le mani su qualcosa che gli era “estraneo”, senza dover prima dimostrare di essere già capace.
Guardacaso curiosità e apprendimento continuo sono tra le competenze già centrali e attese in crescita verso il 2030 (e oltre) Per chi guida un team, prendere sul serio questo grafico significa anche guardare come distribuiamo autorevolezza durante una qualsiasi riunione. Chi viene ascoltato quando la soluzione arriva dalla persona con meno esperienza?
E quando qualcuno dice “questa cosa devo ancora capirla”, gli lasciamo spazio? Quanto pesa quell’esitazione sul suo coinvolgimento nelle decisioni successive?
Le persone stanno realmente osservando quali comportamenti e competenze saranno sempre più strategiche da qui in avanti nel mondo del lavoro?
Quanto di ciò che chiamiamo resistenza al cambiamento dipende dalle regole che abbiamo costruito?